Psicologia

Arte e psicologia

Creatività, linguaggio, catarsi e il ciclo della creatività

Arte e psicologia

Arte e psicologia: creatività, linguaggio, catarsi.

La mostra «Il sogno di Theimer» rappresenta per me motivo di vanto, come cittadina aretina, e allo stesso tempo occasione o pretesto per un contributo sul tema del rapporto tra arte e psicologia.

A parte la continuità artistica con autori e opere che conferiscono ad Arezzo un’eccellente impronta e una propria identità culturale – penso, ad esempio, a «Il sogno di Costantino» – il titolo stesso della mostra contiene un esplicito riferimento onirico, il cui legame con la psicologia è quasi immediato.

L’arte come creatività e come linguaggio

L’arte è creatività, è l’espressione di questa peculiare capacità umana. È possibile considerarla un momento di allentamento dove il pensiero divergente e creativo emerge, svincolato e libero, quasi unito a una nota di trascendenza.

L’arte è comunicazione, quindi una forma di linguaggio. L’autore e la sua opera sono interdipendenti e necessari l’uno all’altra: l’opera nasce dall’incontro con il suo autore e l’autore emerge attraverso di essa.

Michelangelo diceva che lui, scolpendo, riusciva a liberare l’opera nascosta dentro il materiale. Il suo compito era quello di lasciarla uscire, di darle vita, o se vuoi, un’altra vita.

Lo psicologo, «con il suo proprio scalpello», permette altresì al suo cliente di raggiungere una sua più autentica dimensione, aiutandolo a uscire dalla trappola della personale sofferenza.

Importante è, comunque, ricordare il tipo di struttura e organizzazione che ogni sistema vivente presenta (Maturana e Varela, 1980), e che rappresenta il sostrato di qualunque intervento professionale. Allo stesso modo, l’artista modula la propria tecnica e il proprio operato in relazione al materiale che adopera e sul quale versa o riflette la sua sensibilità.

Aristotele ci dice, non diversamente, che l’arte ha una funzione catartica, quindi, vorrei dire, terapeutica. Ben vengano, nella nostra città, ogni iniziativa e ogni percorso che ci permettano di vivere esperienze formative e «trasformative».

Il ciclo della creatività nella TCP di Kelly

Ritengo opportuno, a questo punto, parlare dei cosiddetti «cicli dell’esperienza», che fanno parte del corpus teorico della Teoria dei Costrutti Personali; in questo caso faccio riferimento al ciclo della creatività.

Creatività — Kelly, 1955

Il ciclo della creatività è un ciclo che parte da una costruzione allentata e termina con una costruzione ristretta e validata (p. 565).

Attraverso questo processo ciclico il sistema di costrutti personali si modifica e si sviluppa.

Il ciclo inizia con una fase di allentamento dei costrutti, caratterizzata dai continui spostamenti nell’attribuzione degli eventi ai poli del costrutto, e termina in una fase di restringimento nella quale viene rigidamente determinata la collocazione degli eventi sui costrutti. La prima fase è necessaria per lo sviluppo di nuove idee, la seconda per la verifica di queste idee. Winter, 1990, p. 121
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