Psicologia clinica

L'autocaratterizzazione

Uno strumento di conoscenza personale nella Teoria dei Costrutti Personali

L'autocaratterizzazione

Una narrazione personale per scoprire i propri costrutti nucleari.

Si tratta di un metodo di tipo qualitativo, di uno strumento che offre alla persona la possibilità di scrivere ciò che lei, e nessun altro, considera più importante.

Che cos’è l’autocaratterizzazione?

È un elaborato che origina da un semplice invito a parlare di sé, a raccontarsi, a dare il via a una narrazione personale che si avvale di uno stile personalizzato.

È un modo di presentarsi tale da permetterci di comprendere cose su di noi che non sapevamo di sapere: scopriamo di essere in un certo modo e magari non ce lo aspettavamo.

Abbiamo a che fare con uno scritto, quindi con una fonte «materiale», cui possiamo accedere ogni qualvolta lo vogliamo. Inoltre, nulla ci impedisce di ripetere, a distanza di tempo, una nuova elaborazione del testo e cogliere eventuali differenze significative che potrebbero emergere dal confronto con quello precedente.

A cosa serve

  • La lettura consente di accedere alle aree che il cliente ha deciso di (non) trattare.
  • Permette di comprendere i temi e i costrutti salienti della personalità del cliente.
  • Rispetta il senso e la coerenza interna del testo.
  • Facilita l’accesso ai costrutti nucleari riguardanti l’identità e le modalità relazionali.

Un lavoro personale e singolare

Ogni elaborato rappresenta il frutto di un lavoro personale, ancorché di una creazione singolare: un risultato non passibile di valori quantitativo-numerici da confrontare. Nondimeno, tale metodo nasce all’interno della Teoria dei Costrutti Personali, si avvale cioè di presupposti teorici ben precisi e presenta un procedimento di analisi ben strutturato, basato sull’applicazione di specifiche tecniche.

… caratterizza il lavoro clinico come scientifico e lo distingue da un atteggiamento impressionistico. Ma non bisogna considerare il protocollo soltanto come un documento verbale: il primo compito dell’analisi è stabilire una relazione con la persona che l’ha scritto. George A. Kelly, 1955, p. 320

Una mappa per l’intervento professionale

L’elaborato che scaturisce dall’autocaratterizzazione riflette quello che la persona vuole comunicare allo psicologo, in un dato momento e in un dato contesto. Questo aspetto è da tenere presente, in quanto cornice spazio-temporale di tutti i contenuti ed esso stesso, a sua volta, contenuto: una «mappa» utile nella guida dell’intervento professionale.

Caratteristiche distintive

  • Metodo qualitativo: non si basa su misurazioni numeriche ma sulla comprensione profonda dei significati personali.
  • Fonte materiale: uno scritto concreto, accessibile e ripetibile nel tempo per cogliere cambiamenti significativi.
  • Strumento scientifico: basato su presupposti teorici precisi e tecniche strutturate, pur rispettando la singolarità di ogni elaborato.
  • Relazione terapeutica: il primo compito non è analizzare il documento, ma stabilire una relazione con la persona che l’ha scritto.

L’autocaratterizzazione è uno strumento che rispetta l’unicità della persona e valorizza la sua voce autentica nel processo di conoscenza di sé.

AutocaratterizzazioneGeorge KellyCostrutti nucleariMetodo qualitativo
Continua a leggere

Altri approfondimenti

Primo passo

Parlarne è già iniziare a prendersene cura

Un primo contatto non impegna a nulla: serve a capire insieme se e come posso esserti utile.