Psicologia

Dal primario al secondario

Un confronto tra Freud e la Teoria dei Costrutti Personali di Kelly

Dal primario al secondario

Processo primario e secondario: l’elaborazione dell’esperienza in Freud e in Kelly.

Mi voglio dilettare del confronto tra due nozioni di due diverse teorie: mi rendo conto che si tratta di un’impresa ardua; nondimeno non desisterò. Introdurrò, dapprima, le due nozioni; successivamente, porrò l’accento sugli aspetti di somiglianza e di differenza che presentano.

Freud: l’energia psichica e il processo primario

Tutta la teoria psicoanalitica di Freud è permeata dal concetto di energia che circola all’interno dell’apparato psichico di ogni individuo. La funzione vitale, come fonte, assunto primario posto all’origine della stessa energia, rappresenta un punto di partenza sulla cui ultima natura ci asteniamo dal formulare ipotesi.

L’idea fondamentale sembra essere quella di un apparato «psichico» che ha la funzione di mantenere al livello più basso possibile l’energia che circola in esso… trasformazione dell’energia libera in energia legata, differimento della scarica, elaborazione psichica delle eccitazioni. Laplanche e Pontalis, 1990

In tale prospettiva economica, la quantità di «valore», di energia che circola all’interno di un sistema è limitata: un sintomo, ad esempio, mobilita una certa quantità di energia a scapito di altri investimenti. Emerge poi un altro elemento: il concetto di trasformazione, di passaggio da un livello meno elevato a uno più elevato di strutturazione dell’apparato psichico (processo primario e processo secondario).

Kelly: il corollario della scelta

Corollario della scelta

Una persona sceglie per sé quell’alternativa in un costrutto dicotomizzato attraverso la quale anticipa la maggiore possibilità di estensione e di definizione del suo sistema.

Questo corollario, tra gli undici della struttura formale della Teoria dei Costrutti Personali, è considerato quello più inerente all’aspetto motivazionale: il tema affrontato è la direzione del movimento della persona. Ed è proprio la direzione dei processi della persona che viene esercitata nei termini delle scelte scaturite dall’esperienza.

Ogni volta che una persona si trova nella possibilità di fare una scelta, tenderà a farla in favore dell’alternativa che sembra fornire la base migliore per l’anticipazione degli eventi futuri. George A. Kelly, 1955

In questa ottica, la persona non può non scegliere, al di là che sia più o meno consapevole della scelta operata; al di là della maggiore o minore ampiezza del suo punto di vista, l’uomo fa comunque la sua scelta, e la fa in modo tale da consentirgli di accrescere le sue anticipazioni.

La scelta elaborativa

«Se costringe il campo percettivo può rivolgere la sua attenzione verso la chiara definizione del suo sistema di costrutti; se è disposto a tollerare di giorno in giorno alcune incertezze, può ampliare il campo percettivo e sperare così di estendere la sfera predittiva del sistema. Quale che sia la sua scelta – una certezza ristretta o una comprensione allargata – la sua decisione è essenzialmente elaborativa» (Kelly, pp. 64-65).

Confronto tra le due teorie

L’uomo freudiano è un uomo la cui attività psichica tende a evitare il dispiacere e a cercare il piacere. Il principio di piacere, che muove l’uomo, è un principio economico; tale principio viene modificato dal principio di realtà, che trasforma una data quantità di energia libera, fonte di tensione e dispiacere, in investimenti edificanti, in energia legata.

Anche l’uomo kelliano è un uomo in movimento, è esso stesso una forma di movimento, come assunto originario. Freud parte dall’energia vitale che circola nell’apparato psichico e mette in moto l’uomo; Kelly dalla persona, che è essa stessa movimento: una differenza di termini declinata dai due autori nelle loro teorizzazioni.

  • Freud – punto di partenza: l’energia vitale che circola nell’apparato psichico.
  • Kelly – punto di partenza: la persona, che è essa stessa movimento.
  • Direzione in Freud: il piacere, attraverso processi trasformativi ed elaborativi dell’energia.
  • Direzione in Kelly: l’anticipazione, come base delle proprie scelte.
  • Stato di tensione (Freud): determinato dalla quantità di eccitazione; si riduce con la trasformazione dell’energia libera in energia legata.
  • Stato di ansia (Kelly): espressione di incertezza; si riduce con la costruzione degli eventi e l’acquisizione della conoscenza.

Kelly mette l’uomo nella direzione dell’anticipazione: anticipare vuol dire costruire, costruire vuol dire conoscere. Scelgo ciò che conosco, scelgo ciò che riduce la mia incertezza, la mia confusione: seguo la direzione che presenta più struttura, che comporta meno ansia.

In entrambi gli autori risulta pregnante la fase elaborativa. Nel primo caso occorre superare l’energia libera; nell’altro occorre superare l’ansia. Tutto è riconducibile all’umana tendenza di far fronte al disagio psichico: il percorso intrapreso va nella direzione di elaborare, di strutturare le nostre esperienze.

Secondo Freud, l’uomo canalizza l’energia libera e primitiva e la convoglia trasformandola e investendola altrove. La persona che Kelly ci presenta canalizza i suoi processi in quella particolare direzione consentita dal proprio sistema cognitivo.

Dal primario al secondario, dal caos all’ordine, ovvero alla conoscenza.
FreudGeorge KellyPsicoanalisiCorollario della scelta
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